Nel mese di settembre il Ramo ETS delle Suore Ospedaliere rinnova il proprio impegno accanto alle persone che vivono con la malattia di Alzheimer e con altre forme di demenza, alle loro famiglie e a tutti coloro che quotidianamente se ne prendono cura.
Settembre diventa così un tempo privilegiato per incontrarsi, sensibilizzare, condividere esperienze e promuovere una cultura della cura capace di mettere al centro la persona, la sua dignità e il suo valore, al di là della malattia.
Le Case delle Suore Ospedaliere partecipano a questo impegno con iniziative differenti, pensate in relazione ai propri territori e alle persone che li abitano, ma accomunate da un unico messaggio: prendersi cura significa ascoltare, creare relazione, accogliere e riconoscere ogni persona nella sua unicità.
Attraverso momenti di incontro, confronto e sensibilizzazione, le iniziative intendono contribuire a una maggiore conoscenza della demenza e a costruire comunità più consapevoli, inclusive e accoglienti, capaci di stare accanto non solo alle persone con Alzheimer, ma anche alle loro famiglie e ai caregiver.
21 settembre ad Ascoli Piceno: “Un viaggio dentro la malattia”
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, che si celebra il 21 settembre, la Casa Villa San Giuseppe di Ascoli Piceno propone “Un viaggio dentro la malattia”, un percorso multisensoriale pensato per accompagnare i partecipanti alla scoperta della realtà quotidiana di chi vive con la malattia di Alzheimer.
Un’esperienza che invita a cambiare prospettiva e ad avvicinarsi alla demenza non soltanto attraverso la conoscenza teorica della malattia, ma anche attraverso l’esperienza, le emozioni e la dimensione sensoriale.
L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza e, soprattutto, uno sguardo più attento e rispettoso verso la persona, i suoi vissuti e i suoi bisogni.
27 settembre ad Albese con Cassano: arte, movimento e relazione all’Alzheimer Fest
Il 27 settembre, la Casa Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano sarà presente all’Alzheimer Fest di San Fermo della Battaglia (CO), in collaborazione con ASST Lariana, con una proposta che mette al centro arte, corpo e relazione.
Tra le iniziative sarà presentata la mostra “Il linguaggio del silenzio”, curata dall’arteterapista Zaira Ruberto.
La mostra nasce da un’esperienza semplice e profonda: creare, insieme a un gruppo di persone anziane, uno spazio di pace, espressione e relazione. Attraverso le opere e il percorso proposto, l’arte diventa un linguaggio capace di dare forma a emozioni, vissuti e comunicazioni che non sempre riescono a trovare spazio nelle parole.
Durante la mostra sarà inoltre possibile partecipare a un laboratorio di Arte Terapia dedicato ai caregiver, pensato come momento di espressione, ascolto e condivisione.
Un’occasione per prendersi cura anche di chi si prende cura, offrendo uno spazio nel quale fermarsi, esprimere ciò che si vive e incontrare altre persone attraverso un linguaggio creativo e non giudicante.
Il corpo come linguaggio: la Danzaterapia
Accanto all’esperienza artistica, la Casa proporrà anche un’attività di Danzaterapia, condotta dalla danzaterapeuta Camilla Beatrice Viscito secondo la metodologia della Danzaterapia Clinica, rivolta alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver.
Attraverso il movimento, il corpo, lo spazio e la relazione, il laboratorio permetterà di sperimentare concretamente il valore della dimensione corporea e non verbale.
Quando le parole diventano più difficili, infatti, il corpo può continuare a comunicare. Un gesto, uno sguardo, un movimento possono diventare strumenti di incontro, partecipazione e relazione.
La Danzaterapia offre così uno spazio nel quale ritrovare possibilità di espressione e di connessione, valorizzando ciò che ancora può essere condiviso e vissuto insieme.
Oltre la malattia, la persona
Le iniziative promosse nel mese di settembre rappresentano espressioni diverse di un medesimo impegno: riconoscere e valorizzare la persona oltre la malattia.
Per le Suore Ospedaliere, prendersi cura significa anche esserci, ascoltare, creare relazioni e riconoscere il valore di ogni persona in ogni fase della vita.
La demenza non cancella la persona, la sua storia, le sue emozioni, la possibilità di relazione e il desiderio di continuare a vivere esperienze significative insieme agli altri.
Per questo, il mese di settembre diventa un’occasione per conoscere, incontrarsi, sperimentare e riflettere insieme, promuovendo una cultura della cura fondata sulla dignità, sull’ascolto e sulla gentilezza.
Una cultura nella quale la demenza non venga guardata soltanto attraverso la lente della malattia, ma anche attraverso quella della persona, della relazione e delle possibilità che rimangono aperte quando si sceglie di esserci, insieme.
Roma 11.09.2026


