Buon Natale 2025!
“La pace di Dio inonda di luce il mondo”
Con questa certezza vi invio il mio saluto ospedaliero e desidero augurarvi di cuore:
BUONE FESTE DI NATALE!
Mi rivolgo a tutti voi che fate parte della grande Comunità Ospedaliera e alle vostre famiglie con un saluto e un invito.
A ciascuno e ciascuna di voi, il mio saluto di pace e gioia, perché abbiamo un Dio che è Cuore. Egli ci rivela il Suo amore incarnandosi, facendosi carne, piccolo e fragile. È il Dio in-noi e-con-noi! Dalla Sua incarnazione non siamo più soli. Abbiamo un Padre, una madre, un fratello, che è sempre con noi. Dio non fa rumore, si rivela nella semplicità, nel silenzio, negli smarrimenti della vita… aspettandoci nelle sorprese, nell’imprevisto, nel meno probabile…!
Questo è il Dio che celebriamo a Natale, un Dio Cuore, che nell’Ospitalità ci insegna ad essere un cuore che accoglie e si prende cura del mondo che soffre. Buon Natale dal cuore e nel Cuore!
Vi invito in questo Natale a osare di dare un senso rinnovato a questa celebrazione, al di là delle preoccupazioni, del rumore, della fretta… Forse, in mezzo al ritmo intenso e frenetico (in cui quasi non abbiamo tempo per incontrarci e vederci), sentire la presenza dell’altro, ascoltare con serenità… sembra che il Natale voglia invitarci ad entrare nell’intimità del presepe, dove contano solo la vita e l’incontro.
Il Natale ci insegna quella rinascita per ciò che è veramente importante nella vita: la persona, le persone, la creazione, la gratuità della relazione, la fraternità, camminare insieme, prendendoci cura di ciò che siamo: riflesso di un AMORE più grande; l’amore di Dio che ci riveste di una dignità sacra.
Celebriamo questo Natale nel contesto dell’Anno Giubilare, sotto il motto: “Pellegrini di speranza”. Mentre questo anno di grazia volge al termine, ricordiamo le parole di Papa Francesco quando ha aperto la Porta Santa della Basilica di San Pietro, la vigilia di Natale del 2024: “entriamo nel tempo della misericordia e del perdono, affinché a ogni uomo e ogni donna sia rivelata la via della speranza che non delude”. Questo Natale sia un invito ad essere persone di speranza.
Cara Comunità Ospedaliera, in un tempo di incertezze, violenze e guerre, di lotta di poteri e interessi, di emarginazione dei poveri, di strumentalizzazione della vita umana, di lunghe file di persone affamate e senza patria… il nostro Dio irrompe nella storia con il suo amore pieno di misericordia.
In ciascuno di noi, nelle parole e nei gesti più semplici della vita, c’è la sfida di essere artigiani di pace, di riconciliazione, di incontro. Papa Leone XIV ci invita con insistenza a disarmare i cuori, gli sguardi, le menti… ci dice che il cammino verso la pace richiede cuori e menti allenati e formati all’attenzione verso l’altro e capaci di riconoscere il bene comune nel contesto attuale. Il cammino che conduce alla pace è comunitario, passa attraverso la cura delle relazioni di giustizia tra tutti… vi incoraggio a impegnarvi e ad essere presenti nella massa della storia come lievito di unità, di comunione, di fraternità1.
Come Comunità, impegnati nei valori ospedalieri e nel carisma che ci hanno lasciato in eredità i nostri fondatori – San Benedetto Menni, Maria Giuseppina Recio e Maria Angustias Gimenez -, siamo artigiani della Pace e dell’Ospitalità di cui il mondo ha tanto bisogno. Abbiamo nelle nostre mani gli strumenti per aiutare a costruire quella Casa Comune più fraterna: l’attenzione sollecita ai poveri e ai vulnerabili, la cura delicata e diligente, la parola opportuna che ricostruisce i sensi e la dignità, la qualità del fare bene e del prendersi cura, il gesto riconciliatore…
Una comunità dal cuore ospedaliero, stella di Natale nei gesti quotidiani della missione: le persone di cui ci prendiamo cura, quelle che ritrovano il senso e il progetto della loro vita, tante persone che si riabilitano e reintegrano i passi verso la socializzazione, di fronte allo stigma della malattia mentale, la cura della famiglia, l’accompagnamento sempre e, specialmente, nel fine-vita, i processi di riconciliazione con la vita, gli spazi propri delle équipe prendendosi cura delle persone e formandole nella loro missione… (e molto altro ancora, che ognuno sa bene).
Costruiamo con questi gesti ospedalieri il presepe e l’albero di Natale! Che la luce di pace che brilla nella grotta di Betlemme illumini ogni persona, le famiglie, le istituzioni, il mondo. BUON NATALE A TUTTI! E un 2026 pieno delle benedizioni del Dio della misericordia.
Con le sorelle del Governo generale, ricevete il nostro saluto natalizio che diventa benedizione: «Dio ti benedica e ti protegga; faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio; Dio ti mostri il suo volto e ti conceda la pace» (cfr. Num 6,23-26).
Idília María Carneiro
Superiora generale
Roma, 15 dicembre 2025
1 Papa Leone XIV, 30 maggio 2025 (https://es.zenit.org)

